Recupero dati RAID 0 server: quattro dischi e una testina strappata

Server aziendale con quattro dischi in RAID 0 e un disco con la testina strappata: come abbiamo ricostruito l'array e salvato la contabilità con l'Express.
Dischi di un RAID collegati in fila alla stazione di analisi

Il recupero dati RAID 0 server è possibile anche quando uno dei dischi ha le testine rotte, ma solo se quel disco si può riparare e copiare: nel RAID 0 non c’è nessuna copia di riserva. In questo caso un’azienda aveva il server della contabilità su quattro dischi da 1 TB in RAID 0. Un disco aveva una testina strappata. Lo abbiamo riparato, ricostruito l’array ed estratto i dati, con circa il 3% di quel disco illeggibile.

Il caso: la contabilità ferma a ridosso delle scadenze

L’azienda ci ha chiamato e poi ci ha portato con urgenza i quattro hard disk da 1 TB del suo server. Erano configurati in RAID 0 e sopra girava tutta la contabilità. Con scadenze importanti in arrivo, il cliente ha chiesto il servizio Express (oggi 24-72 ore, vedi i prezzi).

Il punto debole del RAID 0: basta un disco

Il RAID 0 divide i dati a strisce su tutti i dischi per andare più veloce. Non ha ridondanza: nessun disco contiene una copia o una parità che permetta di ricreare un disco guasto. Con quattro dischi il rischio si moltiplica, perché basta che se ne rompa uno per fermare tutto il volume. Lo spieghiamo nella guida RAID 0 cos’è.

Per questo un RAID 0 a quattro dischi, su un server con dati aziendali, è una scelta rischiosa. Qui il volume si era fermato perché uno dei quattro dischi si era guastato.

La diagnosi

Per prima cosa abbiamo creato l’immagine dei tre dischi sani. Poi abbiamo aperto il quarto in camera bianca. Il gruppo testine era monco: una testina si era strappata e il braccetto rimasto scoperto aveva colpito la superficie in più punti.

I segni non erano profondi né continui. Il disco si poteva ancora leggere con un gruppo testine nuovo.

L’intervento

  1. Testine. Abbiamo sostituito il gruppo testine.
  2. Immagine del disco guasto. Con i nostri strumenti abbiamo mappato le superfici e creato l’immagine binaria del disco. A causa dei segni lasciati dal braccetto, circa il 3% del disco è rimasto illeggibile.
  3. Ricostruzione virtuale. Con le immagini dei quattro dischi abbiamo ricostruito il RAID 0 in modo virtuale, senza scrivere nulla sugli originali.
  4. Estrazione. Dal RAID ricostruito abbiamo estratto tutti i dati leggibili.

Il risultato

Il recupero non è stato totale per via dei danni alle superfici. I file corrotti però erano pochi e di poca importanza, e il cliente ha potuto rispettare le sue scadenze.

Cosa imparare da questo caso

  • Fai backup periodici, su un supporto separato dal server.
  • Per i dati di lavoro usa un RAID con ridondanza, come RAID 1, 5, 6 o 10.
  • Se un disco si guasta, non insistere con tentativi ripetuti di lettura o di accesso ai dati: rischi altri head crash e dati persi per sempre.
  • Non inizializzare e non ricreare l’array: spegni il server e chiamaci.

Trovi come lavoriamo nella pagina sul recupero dati da sistemi RAID.