L’Intel Compute Stick è un computer completo grande quanto una chiavetta USB, presentato da Intel nel 2015. Si collegava alla porta HDMI di un monitor o di un televisore e lo trasformava in un PC. Molti lo chiamavano “chiavetta PC”. Questo articolo ricostruisce com’era il prodotto in quegli anni e cosa sapere oggi se ne usi ancora uno con dei file dentro.
Com’era l’Intel Compute Stick del 2015
Dentro un involucro lungo 11,4 cm, largo 3,8 cm e spesso 1,2 cm, Intel aveva messo un processore Intel, la memoria e le connessioni di un piccolo PC:
- una porta USB 2.0;
- rete Wi-Fi e Bluetooth, per tastiera, mouse e Internet;
- uscita HDMI, da cui passavano audio e video verso lo schermo.
Al lancio esistevano due versioni. Quella con Windows 8.1 with Bing a 32 bit aveva 2 GB di memoria RAM. Quella con Ubuntu 14.04 LTS aveva 1 GB. Nel 2015 Intel indicava un prezzo di 149 dollari per la prima e di 119 dollari per la seconda.
A cosa serviva
L’idea era dare un computer a un monitor o a una TV senza aggiungere una scatola sotto la scrivania. Il Compute Stick andava bene per navigare, guardare video e foto, usare programmi d’ufficio leggeri o gestire uno schermo informativo in un negozio. Per lavori pesanti la potenza non bastava.
Negli anni successivi Intel ha aggiornato il prodotto e poi ha interrotto la linea Compute Stick. Oggi lo stesso ruolo lo svolgono i mini PC, le smart TV e i dispositivi per lo streaming.
Se usi ancora un Compute Stick
Windows 8.1 e Ubuntu 14.04 non ricevono più aggiornamenti di sicurezza. Se il tuo Compute Stick è ancora acceso, tienilo lontano da dati importanti o almeno scollegato da Internet quando non serve.
C’è poi un punto che riguarda i file. La memoria di archiviazione di questi mini computer è un chip saldato sulla scheda, come nei telefoni: non puoi estrarre un disco e collegarlo a un altro PC. Per questo:
- copia periodicamente i documenti che ci tieni su una chiavetta o su un disco esterno;
- se il Compute Stick si scalda molto o si spegne da solo, salva subito i file invece di continuare a usarlo;
- se non si avvia più, evita i ripristini e le reinstallazioni del sistema: cancellano i dati che vorresti recuperare.
Hai perso dei file?
Se i documenti erano anche su una chiavetta, una scheda di memoria o un disco esterno collegato al Compute Stick e quel supporto non si legge più, puoi rivolgerti al nostro laboratorio. Trovi tutti i supporti che trattiamo nella pagina dei servizi di recupero dati: la diagnosi è gratuita e il preventivo arriva entro 4 ore dall’arrivo in laboratorio.
Del 2015 è anche un altro mini computer di cui abbiamo parlato nel blog: l’ASUS VivoMini UN65.
Se un SSD o una memoria flash non viene più letto, i dati si recuperano lavorando sul controller e sui chip: ecco il nostro recupero dati da SSD.