Lo spam è la posta commerciale che nessuno ha chiesto: pubblicità, offerte, catene. La storia dello spam comincia molto prima di Internet come lo conosciamo, e oggi conta soprattutto per un motivo: molte email indesiderate non vendono niente, ma servono a rubare password o a installare virus. In inglese si chiama anche Unsolicited Commercial E-mail, cioè email commerciale non richiesta.
Qui trovi da dove viene il nome, le tappe principali, quanto spam circola oggi e come difenderti.
Storia dello spam: da dove viene il nome
Spam è il marchio di una carne in scatola americana. Il nome della posta indesiderata arriva da uno sketch comico del 1970 del Monty Python’s Flying Circus: in un locale ogni piatto del menu contiene Spam, la cameriera lo ripete senza sosta e un coro di clienti finisce per coprire ogni altra conversazione cantando “Spam, Spam, Spam”. Nei primi forum e nelle chat degli anni ’80 qualcuno iniziò a chiamare “spam” i messaggi ripetuti che coprivano tutto il resto, e il nome è rimasto.
Le tappe principali
1978: la prima email pubblicitaria
Il 3 maggio 1978 Gary Thuerk, addetto al marketing dell’azienda americana DEC, inviò un messaggio pubblicitario a circa 400 utenti di ARPANET, la rete da cui è nata Internet, per presentare i nuovi computer dell’azienda. Le proteste furono immediate: è considerata la prima email di spam della storia.
1994: il primo spam commerciale su Usenet
Il 12 aprile 1994 due avvocati americani pubblicarono un annuncio sulla lotteria per la carta verde in oltre 6.000 gruppi di discussione di Usenet. È il primo caso di spam commerciale di massa, ed è da quel momento che il termine si diffonde.
2004: la previsione di Bill Gates
Nel gennaio 2004, al World Economic Forum di Davos, Bill Gates disse che nel giro di due anni il problema dello spam sarebbe stato risolto. Non è andata così: i filtri sono migliorati, ma chi invia spam ha cambiato tecnica a ogni passo.
Dallo spam al phishing
Con gli anni lo spam pubblicitario è diventato meno redditizio, mentre è cresciuto quello truffaldino. Oggi molte email indesiderate imitano banche, corrieri, fornitori di energia, uffici pubblici: chiedono di “verificare l’account”, pagare una piccola spesa di spedizione o aprire una fattura. È il phishing, e spesso è la porta d’ingresso dei ransomware.
Quanto spam c’è oggi
Le società di sicurezza misurano ogni anno quanta posta indesiderata circola. Secondo il rapporto di Kaspersky sul 2024, lo spam era il 47% del traffico email mondiale: quasi un messaggio su due. Nello stesso anno i prodotti dell’azienda hanno bloccato oltre 893 milioni di tentativi di phishing.
Dieci anni prima la quota era più alta: nel febbraio 2014 Kaspersky stimava che circa il 70% delle email fosse spam. La quota è scesa perché i filtri sono migliorati, ma i messaggi pericolosi sono più curati e più difficili da riconoscere.
Come difendersi dallo spam
- Usa il filtro antispam del tuo servizio di posta e segnala come spam i messaggi indesiderati: il filtro impara dalle tue segnalazioni.
- Non rispondere e non cliccare “annulla iscrizione” nelle email di mittenti sconosciuti: confermi che il tuo indirizzo è attivo e ricevi ancora più spam. Usa il link solo con le newsletter a cui ti sei davvero iscritto.
- Tieni un indirizzo secondario per le registrazioni a siti, concorsi e negozi online, e usa quello principale solo per banca, lavoro e persone che conosci.
- Controlla il mittente reale: il nome visualizzato si può falsificare, l’indirizzo dopo la @ è più difficile. Un “corriere” che scrive da un dominio strano non è un corriere.
- Diffida degli allegati in formato .zip, .iso, .html o dei documenti Office che chiedono di “abilitare il contenuto”. Nel dubbio, chiedi conferma al mittente per telefono.
Trovi altri consigli pratici nella nostra guida con i consigli di sicurezza informatica.
Spam e perdita di dati
Un allegato aperto per errore può installare un ransomware, che cifra i documenti e chiede un riscatto. La difesa che funziona sempre è un backup recente su un disco scollegato dal computer. Se il danno è già fatto, scollega il PC dalla rete, non cancellare i file cifrati e leggi la guida su come ripristinare i dati criptati da un ransomware.
Domande frequenti
Perché si chiama spam?
Per uno sketch dei Monty Python del 1970 in cui la parola Spam, una carne in scatola, viene ripetuta all’infinito fino a coprire ogni conversazione. Come la posta indesiderata, che copre quella utile.
Qual è stato il primo spam?
L’email pubblicitaria inviata da Gary Thuerk di DEC a circa 400 utenti di ARPANET il 3 maggio 1978. Il primo spam commerciale di massa è invece del 12 aprile 1994, su Usenet.
Lo spam può infettare il computer?
Il messaggio in sé no, se non lo apri. Il pericolo sono gli allegati e i link: possono installare malware o portarti su pagine che rubano le password. Per questo i messaggi sospetti vanno cancellati senza aprire nulla.
Se un allegato aperto per errore ti ha criptato o cancellato i file, vedi i nostri servizi di recupero dati: la diagnosi è gratuita.
Se un attacco ha già cifrato o rovinato i tuoi file, in molti casi si possono ancora salvare: ecco come lavoriamo sul recupero dei file criptati da ransomware.