Chiavetta USB rotta: i 3 guasti più comuni delle memorie flash

La chiavetta è caduta, si è piegata nella porta del portatile oppure il computer non la legge più. Una chiavetta USB rotta...
Schede di memoria di vari formati sul vassoio antistatico

La chiavetta è caduta, si è piegata nella porta del portatile oppure il computer non la legge più. Una chiavetta USB rotta quasi sempre ha ancora i dati nei chip di memoria: il guasto riguarda il connettore, il controller o il file system. La prima regola è semplice: non continuare a collegarla e scollegarla per vedere se riparte. Ogni tentativo può far passare corrente su un circuito danneggiato e trasformare un guasto riparabile in uno molto più grave.

Qui trovi come riconoscere il guasto, i tre guasti più comuni delle memorie flash, cosa non fare e quanto costa recuperare i dati.

Chiavetta USB rotta: come riconoscere il guasto

Il sintomo ti dice già molto su cosa si è rotto:

Sintomo Causa probabile
Connettore piegato, staccato o che “balla” Guasto meccanico del connettore o delle sue saldature
Vista come “unità sconosciuta”, con 0 MB o con il messaggio “inserire un disco” Controller bloccato o memoria NAND usurata
Chiede di essere formattata, oppure mostra cartelle vuote o file con nomi strani File system corrotto
Si scalda, non accende il LED, non dà alcun segno di vita Guasto elettrico (corto circuito sul circuito o sul controller)

1. Connettore USB rotto o piegato

È il guasto più frequente. La chiavetta sporge dal computer e basta un urto per piegare il connettore o staccarlo dal circuito.

Se il connettore è piegato o si è staccato, non ricollegare la chiavetta a nessun computer. Attraverso il connettore passa anche la corrente: se i contatti si toccano nel punto sbagliato, il corto circuito può bruciare il controller o la memoria.

Non provare nemmeno a risaldare il connettore da solo. Le chiavette hanno circuiti con piste sottilissime: un saldatore casalingo stacca le piazzole di rame o surriscalda i chip. Se il connettore si è staccato del tutto, mettilo in una bustina insieme alla chiavetta.

In laboratorio ripristiniamo il contatto il tempo necessario a copiare i dati oppure, se il circuito è spezzato, leggiamo direttamente il chip di memoria.

2. Controller o memoria NAND guasti

Dentro la chiavetta ci sono due parti: il chip di memoria (NAND), dove stanno i dati, e il controller, che traduce le richieste del computer e decide dove scrivere ogni pezzo di file. Quando il controller si blocca, per esempio dopo uno sbalzo di tensione o per l’usura della memoria, i dati restano nei chip ma il computer non riesce più a raggiungerli. Per questo la chiavetta compare come unità sconosciuta o con capacità zero.

Il controller non scrive i file in ordine: li distribuisce sulla memoria e a volte li mescola o li cifra. Per recuperarli bisogna leggere la memoria e ricostruire la logica del controller. Le tecniche dipendono dalla chiavetta:

  • chiavette con chip separati: si dissalda il chip di memoria, lo si legge con un programmatore e si ricostruiscono i dati con le regole del controller (chip off);
  • chiavette monolitiche, in cui memoria e controller sono un unico blocco di resina: si assottiglia la superficie con la lappatura fino a esporre i contatti interni e si leggono i dati da lì.

Nessun software installabile a casa può fare questo lavoro: se il controller non risponde, il computer non vede la memoria.

3. File system corrotto: quando la chiavetta chiede di essere formattata

Il terzo guasto è logico. La chiavetta funziona, ma la struttura che organizza i file (il file system) è danneggiata. Le cause più comuni sono:

  • la rimozione della chiavetta durante una copia;
  • uno sbalzo di tensione o un computer che si spegne di colpo;
  • un malware.

Il sintomo tipico è il messaggio “È necessario formattare il disco nell’unità”. Scegli Annulla. Non usare nemmeno Controllo errori (chkdsk) su una chiavetta con dati da salvare: modifica il file system e può rendere il recupero più difficile.

Per evitare questo guasto, usa sempre la rimozione sicura dell’hardware prima di scollegare la chiavetta.

Cosa non fare con una chiavetta rotta

  • Non formattarla, anche se il computer lo chiede.
  • Non risaldare il connettore e non incollarlo.
  • Non aprire il guscio: protegge i chip durante la spedizione e l’etichetta ci aiuta a riconoscere il controller.
  • Non provarla su dieci computer diversi.
  • Non usare software di recupero se la chiavetta si scalda o non viene vista.

Quanto costa recuperare i dati da una chiavetta

Il servizio di recupero dati da pen drive parte da 150 € + IVA per le chiavette fino a 32 GB non monolitiche. Per le chiavette monolitiche e per quelle oltre 32 GB il prezzo si stabilisce dopo la diagnosi.

  • Diagnosi gratuita, tranne per le chiavette già aperte o lavorate da altri.
  • Preventivo entro 4 ore dalla consegna in laboratorio.
  • Se i dati non si recuperano, non paghi il recupero. Se invece sono recuperabili al 100%, la lavorazione si intende accettata al prezzo minimo di 150 € + IVA.
  • Tempi: Standard 10-15 giorni, Urgente 5-7 giorni, Express 24-72 ore.

Puoi spedire la chiavetta con il corriere nazionale, con ritiro e riconsegna organizzati da noi, o consegnarla nei punti di raccolta di Roma e Milano. Tutte le fasce sono nella pagina prezzi.

Domande frequenti

Una chiavetta rotta si può riparare?

A volte sì, ma l’obiettivo del laboratorio è salvare i dati. Anche quando la chiavetta torna a funzionare, non conviene usarla di nuovo.

Il software di recupero funziona su una chiavetta non riconosciuta?

No. Se il computer non vede la memoria, il programma non ha niente da leggere.

Dopo il recupero posso riusare la chiavetta?

Meglio di no. Un controller che si è bloccato una volta può farlo di nuovo.

Come la spedisco?

Compila il modulo nella pagina di accettazione: ti diamo le indicazioni per il ritiro con il corriere o per la consegna nei punti di raccolta.