Recupero dati hard disk Western Digital con PCB scambiata da altri

Un WD esterno da 2 TB restituito da un altro laboratorio con la scheda di un altro disco: ROM ricostruita, preamplificatore assistito e dati decifrati.
Scheda elettronica di un hard disk controllata sul tappetino ESD

Il recupero dati hard disk Western Digital con PCB scambiata, cioè con la scheda elettronica di un altro disco, è possibile, ma prima bisogna capire che la scheda non è quella giusta. In questo caso un cliente ci ha portato un WD esterno da 2 TB già visto da un altro laboratorio: sopra c’era la scheda di un altro disco. Abbiamo ricostruito la ROM con una scheda donatrice, aiutato il preamplificatore difettoso e decifrato i dati mentre li estraevamo.

Il caso: un disco già passato da un altro laboratorio

Il cliente ci ha portato un hard disk esterno Western Digital USB 3.0 da 2 TB, formato 2,5 pollici. Lo aveva fatto vedere prima a un altro centro di recupero. Non ci ha detto perché non aveva proseguito con loro e noi non lo abbiamo chiesto. Quando un disco arriva già lavorato da altri, però, lo controlliamo con più attenzione: qualche sorpresa c’è quasi sempre.

Il disco rispondeva in modo anomalo ai nostri test. Controllando il seriale sulla scheda elettronica abbiamo capito il motivo: quella scheda non era del tipo che WD monta sui suoi 2 TB. Per distrazione, chi ci aveva lavorato prima aveva montato su questo disco la scheda di un altro.

Perché sui Western Digital USB la scheda non si scambia

La scheda elettronica di un hard disk non è un ricambio qualsiasi. Su questo modello i problemi erano tre:

  • il chip che comanda il motore, che deve avere le istruzioni giuste per quel disco;
  • il chip di cifratura, perché molti WD esterni con la porta USB saldata sulla scheda cifrano i dati in hardware;
  • il chip della ROM, che contiene parametri unici del singolo disco, calibrati in fabbrica.

Con la scheda di un altro disco, quel disco non parte o legge male. E se la scheda originale si perde, va ricostruita anche la cifratura. Ne parliamo nella guida al recupero dati da hard disk Western Digital.

L’intervento in laboratorio

  1. Scheda donatrice. Tra i nostri donatori abbiamo scelto una scheda compatibile in versione SATA. Così avevamo le istruzioni giuste per il motore e, in un primo momento, potevamo lavorare senza la cifratura USB.
  2. Firmware e ROM. Con il disco in parte funzionante abbiamo letto, con procedure e strumenti dedicati, la parte del firmware che sta nella service area, sui piatti. Con quelle informazioni abbiamo ricostruito la ROM corretta.
  3. Preamplificatore. Con la scheda corretta il disco rispondeva bene ai test, ma il gruppo testine leggeva e scriveva male: il preamplificatore non funzionava come doveva. Con i nostri strumenti abbiamo regolato la sua tensione di lavoro, così le testine leggevano meglio.
  4. Estrazione e decifratura. Abbiamo decifrato i dati man mano che li estraevamo, per non perdere tempo.

Un preamplificatore difettoso, da solo, si gestisce con gli strumenti giusti. La scheda sbagliata ha complicato molto il lavoro.

Cosa imparare da questo caso

  • Non cambiare da solo la scheda elettronica di un hard disk, nemmeno con una identica comprata online: la ROM è diversa.
  • Quando un laboratorio ti restituisce il disco, controlla che seriale ed etichetta corrispondano al tuo.
  • Prima di scegliere, confronta servizi, prezzi e recensioni.

Da noi la diagnosi è gratuita, tranne quando il disco è già stato aperto o lavorato da altri, e il preventivo arriva entro 4 ore dalla consegna. Trovi come lavoriamo nella pagina sul recupero dati da hard disk danneggiati.