Perché scegliere un disco SSD al posto di un tradizionale HDD? Qual è la differenza tra hard disk e SSD quando si parla di sicurezza dei dati? In breve: l’SSD è molto più veloce e sopporta meglio gli urti, l’hard disk costa meno per terabyte e, quando si guasta, spesso si recupera più facilmente. Nessuno dei due ti protegge dalla perdita dei dati: lo fa solo il backup.
Nel post Come sostituire l’hard disk del proprio computer con un SSD abbiamo spiegato come fare il cambio, mentre qui ci occupiamo soprattutto dell’aspetto sicurezza dei dati.
Come funzionano gli SSD
Le unità a stato solido (gli SSD, acronimo di Solid State Drive) non hanno parti meccaniche come testine o piatti in rotazione, e per questo è più difficile che si rompano dopo un urto o una caduta.
Al posto dei piatti magnetici un SSD conserva i dati in chip di memoria flash NAND, la stessa tecnologia delle chiavette USB, gestiti da un controller che decide dove scrivere ogni dato. Si collega con l’interfaccia SATA (Serial Advanced Technology Attachment), compatibile con quasi tutte le schede madri, oppure, nei modelli M.2 NVMe, direttamente al bus PCI Express.
L’accesso ai dati è molto più veloce perché non c’è una testina da spostare sul piatto. La durata di un SSD non si misura in anni ma in dati scritti: i produttori la indicano con il valore TBW (terabyte scritti), e con un uso normale di solito supera la vita del computer.
Per la velocità, i numeri tipici sono questi: un hard disk legge in sequenza 150-250 MB/s, un SSD SATA circa 550 MB/s, un SSD NVMe da 3.500 a oltre 7.000 MB/s. Sulle letture piccole e sparse, quelle che contano per avviare Windows e i programmi, la differenza è ancora più grande: l’SSD risponde in una frazione di millisecondo, l’hard disk deve aspettare che il piatto giri.
Perché scegliere un SSD
Riassumiamo i vantaggi dei supporti SSD:
Tempi di avvio rapidi
Se il sistema operativo è installato su un SSD, il computer si avvia in pochi secondi. Anche l’apertura dei programmi e la copia dei file sono molto più veloci rispetto agli hard disk, compresi quelli da 7.200 giri al minuto.
Nessuna frammentazione
Su un hard disk i pezzi dei file si disperdono sulla superficie con il tempo e la testina deve spostarsi per raccoglierli. Su un SSD non c’è nessuna testina: la posizione dei dati non conta e l’unità non va deframmentata.
Zero rumorosità
Gli SSD sono silenziosi, mentre gli hard disk fanno sempre un po’ di rumore per la rotazione dei piatti e il movimento della testina.
Resistenza agli urti
La resistenza agli urti degli SSD è maggiore: senza parti in movimento, una caduta che rovinerebbe le testine di un hard disk acceso spesso non fa danni. Questo non vuol dire che un SSD non si possa guastare o che i dati non si possano perdere. Anche le temperature alte lo stressano meno, entro i limiti indicati dal produttore.
Peso e dimensioni ridotte
Un SSD da 2,5 pollici pesa poche decine di grammi, uno M.2 ancora meno, contro i 400-700 grammi di un hard disk da 3,5 pollici. Le dimensioni ridotte sono un vantaggio quando assembli un PC.
Consumi minimi
Un SSD consuma meno di un hard disk: nei portatili la batteria dura di più e all’interno del computer c’è meno calore.
SSD e hard disk insieme
Su un computer fisso si possono usare tutti e due: l’SSD per il sistema operativo e i programmi, l’hard disk per archiviare i file. Il computer si avvia in pochi secondi e l’archivio sta su un disco che, a parità di capacità, costa meno di un SSD.
Gli SSD sono sicuri per i dati?
Un sondaggio di qualche anno fa su 320 aziende italiane mostrava che due intervistati su tre consideravano il rischio di perdere dati su un SSD uguale o superiore a quello di un hard disk. È una percezione corretta: un SSD si rompe meno per urti, ma ha altri punti deboli.
Il tipo di guasto che può colpire un SSD va dal corto circuito ai chip della memoria flash, al guasto del controller, agli sbalzi di tensione, fino alla corruzione del firmware. Spesso un SSD smette di funzionare di colpo, senza i rumori e i rallentamenti che su un hard disk fanno da campanello d’allarme.
Gli SSD hanno anche un ciclo di vita limitato, nel senso che ogni cella di memoria sopporta un numero limitato di scritture: da circa mille a 100.000, a seconda del tipo di memoria. Il controller distribuisce le scritture per consumarle in modo uniforme, ma prima o poi le celle si esauriscono. Trovi come allungare la vita del tuo nella guida su come aumentare la durata di un SSD.
Recupero dati: hard disk e SSD a confronto
Qui la differenza tra hard disk e SSD pesa di più, e non a favore dell’SSD.
- File cancellati: su un hard disk restano sui piatti finché non vengono sovrascritti. Su un SSD il comando TRIM avvisa l’unità che quei blocchi sono liberi e il controller li svuota in poco tempo: spesso non resta nulla da recuperare.
- Guasti fisici: su un hard disk si interviene sulle parti meccaniche in camera bianca e poi si leggono i piatti. Su un SSD si lavora sul controller e sul firmware, perché i dati nei chip sono distribuiti, spesso compressi e cifrati: per ricostruirli serve la logica del controller originale.
- Cifratura: molti SSD cifrano i dati via hardware, e i Mac recenti hanno l’SSD saldato e cifrato. Senza la chiave o la password, i dati non si leggono.
Per questo il recupero da SSD costa di più: si parte da 250 € + IVA, contro i 150 € + IVA di un hard disk con guasto logico. Se un SSD dà segni di cedimento, copia subito i dati: trovi i segnali nella guida su cosa controllare se un SSD sta per rompersi.
Se il tuo SSD presenta uno di questi guasti, non insistere con riavvii e programmi di riparazione e consulta la pagina sul recupero dati da SSD: diagnosi gratuita, preventivo entro 4 ore dalla consegna in laboratorio e nessun costo se i dati non si recuperano.