Hard disk ad elio: come funzionano, vantaggi e recupero dei dati

Gli hard disk ad elio sono dischi meccanici sigillati in cui l’aria è sostituita dall’elio, un gas molto più leggero. Il primo...
Hard disk ad elio con coperchio sigillato sul banco

Gli hard disk ad elio sono dischi meccanici sigillati in cui l’aria è sostituita dall’elio, un gas molto più leggero. Il primo modello è arrivato nel 2013, prodotto da HGST, allora del gruppo Western Digital. Oggi sono la norma per le capacità alte: la maggior parte dei dischi da 10 TB in su usa l’elio, e così tutti quelli oltre i 20 TB. Li trovi nei NAS, nei server, nei data center e nei dischi esterni da scrivania più capienti. Vediamo come funzionano, cosa offrono e cosa cambia quando bisogna recuperare i dati.

Come funziona un hard disk ad elio

In un hard disk i piatti girano a 5.400 o 7.200 giri al minuto e le testine volano sopra di loro a pochi nanometri. L’aria all’interno crea turbolenza: spinge le testine, fa vibrare i piatti e frena il motore.

L’elio ha una densità circa sette volte più bassa dell’aria. Con meno resistenza:

  • c’è meno turbolenza, quindi le testine si muovono e si posizionano con più precisione;
  • si possono usare piatti più sottili e metterne di più nello stesso spazio: un disco ad elio da 3,5 pollici arriva a 9 o 10 piatti, contro i 5 o 6 di un disco ad aria;
  • il motore fa meno fatica, quindi il disco consuma meno e scalda meno.

I dischi ad aria hanno un piccolo foro di sfiato con un filtro, che serve a equilibrare la pressione. Un disco ad elio invece è saldato: il coperchio è sigillato perché il gas, altrimenti, filtrerebbe via. È questa tenuta a renderlo diverso, anche in laboratorio.

Il sito di attrezzature per laboratori di recupero dati Hddsurgery.com ha pubblicato materiale dedicato al recupero dati dai dischi ad elio Western Digital e Hitachi.

Vantaggi e limiti

I vantaggi

  • Capacità: più piatti nello stesso formato significa più terabyte per disco. Per chi ha un NAS o un server vuol dire meno dischi, meno slot occupati, meno corrente.
  • Consumi e calore: a parità di capacità consumano meno di un disco ad aria e scaldano meno. In un rack con decine di dischi la differenza si sente.
  • Interno protetto: essendo sigillati, polvere e umidità non entrano. Questo non li rende adatti a qualsiasi ambiente: calore, vibrazioni e urti restano nemici come per tutti i dischi.
  • Affidabilità dichiarata: i modelli ad elio sono quasi tutti di fascia NAS o data center, con garanzie di 3 o 5 anni. I dati pubblici di guasto lo confermano solo in parte, perché dipende dal singolo modello: ne parliamo nell’articolo sugli hard disk più affidabili.

I limiti

  • Prezzo: il costo per terabyte è conveniente, ma il singolo disco costa molto. Per un uso domestico con pochi dati non serve.
  • Rumore: molti dischi da data center sono più rumorosi dei dischi da PC, per il movimento delle testine.
  • Ricostruzioni lunghe: in un RAID con dischi da 20 TB e oltre, la ricostruzione dopo un guasto può durare giorni. In quel periodo l’array è vulnerabile, e se cede un secondo disco i dati sono a rischio.

Recupero dati da un hard disk ad elio: cosa cambia

I guasti sono gli stessi degli altri dischi: testine che si rompono dopo un urto o per usura, firmware danneggiato, elettronica bruciata da uno sbalzo di tensione, motore bloccato, guasti logici come cancellazioni e formattazioni. Il recupero è possibile come per un disco ad aria. Cambiano due cose.

L’apertura. Per sostituire le testine bisogna aprire il disco nella camera bianca certificata Classe 100 / ISO 5. Appena si toglie il coperchio l’elio esce e al suo posto entra aria filtrata. Il disco può ancora funzionare, ma testine e firmware sono tarati per l’elio e il comportamento non è più quello originale. Per questo il lavoro va preparato prima: si procurano le parti donatrici compatibili, si pianifica la sequenza di lettura e la copia si fa subito dopo l’intervento, senza tenere il disco aperto a lungo.

Il tempo di lettura. Un disco da 16, 20 o 24 TB contiene un numero enorme di settori. Copiarlo con strumenti che leggono con delicatezza le zone difficili richiede giorni, e questo incide sui tempi: il servizio Standard (10-15 giorni) è il caso tipico, l’Express si valuta dopo la diagnosi. Quando possibile copiamo per prime le cartelle che ti servono davvero, per non far lavorare il disco più del necessario.

Una regola vale qui più che per gli altri dischi: non aprire e non forare mai un disco ad elio fuori da un laboratorio, nemmeno per dare un’occhiata. Oltre alla polvere, si perde il gas.

Come capire se il tuo disco è ad elio

  • Etichetta: sui dischi Western Digital e HGST compaiono spesso la dicitura HelioSeal o la sigla “He” nel nome del modello (per esempio Ultrastar He10).
  • Scheda tecnica: per Seagate e Toshiba conviene cercare il modello sul sito del produttore.
  • Dati S.M.A.R.T.: su molti modelli WD e HGST un programma che legge lo stato del disco mostra il livello dell’elio (attributo 22). Se scende, il disco sta perdendo gas.

Domande frequenti

Se un disco ad elio perde gas si rompe?

Non subito, ma le testine lavorano peggio e il rischio di guasto sale. Se lo stato del disco segnala un calo dell’elio, copia i dati e sostituiscilo.

Posso usare un disco ad elio in un NAS domestico?

Sì, molti dischi per NAS da 10 TB in su sono ad elio. Ricorda solo che nessun disco sostituisce un backup: tieni una copia dei dati anche fuori dal NAS.

Recuperate i dati anche da dischi ad elio molto grandi?

Sì. La diagnosi è gratuita (salvo dischi già aperti o lavorati da altri), il preventivo arriva entro 4 ore dalla consegna in laboratorio e se i dati non si recuperano non paghi nulla. Il servizio completo è nella pagina sul recupero dati da hard disk danneggiati.