Hai dimenticato una password, o non riesci più a entrare in un account, e devi seguire la procedura di ripristino della password? Capita a tutti. La domanda giusta è: quanto è sicura quella procedura? Se è facile per te rientrare, può esserlo anche per qualcun altro. Per creare password robuste trovi una guida a parte su come creare password sicure; qui parliamo di cosa succede quando una password si perde.
Le procedure cambiano molto da un servizio all’altro. Le più comuni sono:
- link o codice via email: il servizio manda un messaggio all’indirizzo collegato all’account, da cui imposti una nuova password;
- codice via SMS al numero di telefono registrato;
- domande di sicurezza scelte al momento dell’iscrizione, come “qual è il cognome da nubile di tua madre?” o “come si chiamava il tuo primo animale domestico?”;
- codici di recupero o un contatto di fiducia, offerti dai servizi più attenti alla sicurezza.
Il sistema che protegge meglio sia l’accesso sia il ripristino è la verifica in due passaggi, che usa un secondo dispositivo, di solito lo smartphone, per confermare che sei davvero tu.
Vediamo quali sono i rischi quando perdi una password o quando il ripristino non va come dovrebbe.
Gli errori che rendono rischioso il ripristino
Il primo errore è usare la stessa password per servizi diversi. Se una sola piattaforma subisce un furto di dati, che sia la posta, un sito di streaming o un social, chi ruba le credenziali le prova anche altrove. Per questo l’account più importante da proteggere è l’email: chi entra nella tua casella può ripristinare la password di quasi tutti gli altri servizi.
Il secondo errore è lasciare dati di recupero vecchi: un numero di telefono che non usi più, un indirizzo email secondario abbandonato. Se quell’indirizzo scade e qualcun altro lo registra, può ricevere i tuoi link di ripristino. Controlla una volta all’anno i dati di recupero dei tuoi account principali.
Il terzo errore è scegliere domande di sicurezza con risposte facili da scoprire.
Le tecniche più comuni per prendere il controllo di un account
La tecnica più nota è il phishing: un’email o un SMS ingannevole ti porta su una pagina falsa, uguale a quella vera, dove inserisci le credenziali o il codice di verifica appena ricevuto. Un servizio serio non ti chiede mai di comunicare quel codice a nessuno.
Poi c’è l’abuso delle domande di sicurezza. Chi conosce la risposta può aggirare la procedura di ripristino e cambiare la password a tua insaputa. Spesso le risposte sono pubbliche: la città di nascita, il nome del cane, la scuola che hai frequentato sono sui social, visibili anche a chi non è tra i tuoi contatti. Un trucco utile è dare risposte false ma che ricordi, oppure una stringa casuale salvata nel password manager: la domanda resta, ma la risposta non si trova in rete.
Una tecnica più recente è lo SIM swap: il truffatore convince l’operatore telefonico a trasferire il tuo numero su una nuova SIM, spesso con documenti falsi, e riceve al posto tuo gli SMS con i codici di ripristino. Per questo, dove è possibile, è meglio usare un’app di autenticazione o una passkey al posto dell’SMS.
Infine ci sono i falsi messaggi di assistenza: qualcuno ti scrive fingendo di essere il supporto del servizio e ti chiede di “confermare” il codice che ti è appena arrivato. In realtà sta ripristinando la tua password.
Come proteggere il ripristino dei tuoi account
- Attiva la verifica in due passaggi su email, banca, social e cloud.
- Salva i codici di recupero che il servizio ti fornisce quando attivi la verifica in due passaggi e conservali fuori dal telefono: se perdi il telefono, sono l’unico modo per rientrare.
- Tieni aggiornati il numero di telefono e l’email di recupero.
- Non serve cambiare tutte le password a scadenza fissa: cambiale subito se ricevi un avviso di accesso che non riconosci o se un servizio comunica un furto di dati.
- Se perdi l’accesso a un account importante, usa solo la procedura ufficiale del servizio, partendo dal suo sito o dalla sua app, mai da un link ricevuto per email.
Per i principali account trovi le istruzioni ufficiali nelle guide di Google sulla verifica in due passaggi, di Apple sull’autenticazione a due fattori e di Microsoft sulla verifica in due passaggi.
Password del computer e dei file: un caso diverso
Una password dimenticata di un servizio online si può quasi sempre ripristinare. Diverso è il caso di un disco o di un file cifrato, per esempio con BitLocker o FileVault: senza password o chiave di ripristino i dati non si possono leggere, nemmeno in laboratorio. Quando attivi la cifratura, salva la chiave di ripristino in un posto sicuro, separato dal computer.
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