Il recupero dati da hard disk SAS riguarda i dischi dei server, degli storage aziendali e di alcune workstation. SAS sta per Serial Attached SCSI: è l’interfaccia pensata per lavorare giorno e notte, sotto carico, quasi sempre dentro un RAID. Quando un disco SAS si guasta, di solito non lo scopri dal rumore ma da un messaggio del controller RAID che lo segna come “failed” o lo espelle dall’array. Il recupero segue regole diverse rispetto a un disco SATA di un PC, e i primi passi che fai sul server contano molto.
Qui trovi le differenze tra SAS e SATA, i guasti più frequenti, cosa fare quando un disco esce dal RAID e come lavoriamo in laboratorio.
Hard disk SAS e SATA: le differenze che contano per il recupero dati
- Connettore: un disco SAS ha un connettore SFF-8482 (o, negli storage più recenti, SFF-8639) che non entra nella porta SATA di un PC normale. Funziona il contrario: un disco SATA si può collegare a un backplane SAS. Per leggere un disco SAS serve un controller SAS.
- Doppia porta: molti dischi SAS hanno due canali, per essere collegati a due controller insieme. Negli storage questo garantisce la continuità del servizio.
- Velocità di rotazione: i dischi SAS “enterprise” da 2,5 pollici girano spesso a 10.000 o 15.000 giri al minuto; quelli da 3,5 pollici ad alta capacità a 7.200. Più giri vogliono dire testine e meccanica più sollecitate.
- Formato dei settori: nei PC i settori sono da 512 o 4.096 byte. Molti storage (NetApp, Dell EMC, HPE e altri) formattano i dischi SAS con settori da 520 o 528 byte, in cui i byte in più servono a controlli di integrità. Un programma comune non sa leggerli.
- Firmware enterprise: il disco gestisce da solo errori, riallocazioni e code di comandi, e comunica i problemi al controller con codici SCSI.
I guasti più frequenti degli hard disk SAS
- Testine e piatti: con i dischi a 15.000 giri un guasto delle testine rovina la superficie in fretta. Ogni minuto in più acceso nel server peggiora il danno.
- Elettronica: sbalzi di tensione nel rack, alimentatori difettosi o backplane guasti possono bruciare la scheda del disco.
- Firmware: il translator, cioè la tabella che collega gli indirizzi logici ai settori fisici, e le liste dei settori difettosi (P-List e G-List) possono danneggiarsi. Il disco si presenta con capacità zero, non risponde o va in errore all’avvio.
- Settori illeggibili: l’amministratore li vede nei log come “Medium Error” (Sense Key 03). Il controller RAID, dopo un certo numero di errori, segna il disco come guasto e lo esclude dall’array.
- Usura: dopo anni di lavoro continuo i dischi dello stesso lotto tendono a guastarsi a breve distanza l’uno dall’altro. È uno dei motivi per cui un RAID perde il secondo disco proprio durante la ricostruzione.
Anche le vibrazioni dentro i rack incidono sulle prestazioni e sulla durata dei dischi: ne parliamo nell’articolo su vibrazioni e hard disk.
Disco SAS uscito dal RAID: cosa fare e cosa non fare
Un disco segnato come guasto in un RAID 5 o RAID 6 lascia l’array in stato “degradato”: i dati sono ancora accessibili, ma senza margine. È il momento in cui si fanno gli errori più costosi.
- Non forzare il disco “online” dal controller: se il disco era fuori da ore, i suoi dati non sono più allineati con gli altri e il file system si danneggia.
- Non avviare una ricostruzione su un disco nuovo se gli altri dischi hanno errori o sono dello stesso lotto: la ricostruzione legge ogni settore di tutti i dischi e può far cedere quello successivo.
- Non reinizializzare l’array e non cancellare le configurazioni “foreign” dal controller.
- Etichetta ogni disco con la posizione nello slot prima di toglierlo dal server, e annota modello del controller e livello RAID.
- Se i dati sono importanti e non hai un backup recente, spegni il server e rivolgiti a un laboratorio prima di fare altri tentativi.
Trovi altri casi nella guida sui guasti più frequenti dei server aziendali e, per come funziona la parità, in quella sul RAID 5.
Come recuperiamo i dati da un hard disk SAS
- Diagnosi di ogni disco su controller SAS dedicati, collegati in modo diretto, senza il controller RAID del server.
- Riparazione quando serve: elettronica e firmware sul banco, testine e motore in camera bianca.
- Copia settore per settore di tutti i dischi dell’array, anche di quelli sani, con apparecchiature che gestiscono i settori difettosi e i formati da 520 o 528 byte.
- Ricostruzione virtuale dell’array sulle copie: ordine dei dischi, dimensione dei blocchi, parità. Nessun dato viene scritto sui dischi originali.
- Recupero di volumi e file: LUN, partizioni, file system del server, macchine virtuali e database.
Per un disco SAS singolo, guasto fuori da un RAID, il lavoro è quello del recupero dati da hard disk danneggiati. Per gli array trovi i dettagli nella pagina sul recupero dati da sistemi RAID.
Tempi e costi
La diagnosi è gratuita e il preventivo arriva entro 4 ore dalla consegna in laboratorio. Per server, RAID e storage il prezzo dipende dal numero di dischi, dalla configurazione e dal file system, e lo trovi nel preventivo. Se il server è fermo puoi scegliere le fasce Urgente (5-7 giorni) o Express (24-72 ore). Se i dati non si recuperano, non paghi nulla.
Trovi come lavoriamo sui server nella pagina sul recupero dati da server.
Domande frequenti
Posso collegare un disco SAS al PC per copiarlo?
No. Il connettore non entra nelle porte SATA e la scheda madre di un PC non ha un controller SAS. Inoltre molti dischi SAS degli storage usano settori che un PC non sa leggere.
Il disco SAS si può clonare con un software?
Solo se è sano e collegato a un controller SAS in modalità diretta. Se ha settori illeggibili, un software di clonazione comune insiste sugli stessi punti e può peggiorare il danno.
Quanto tempo serve per recuperare un server?
Dipende dal numero e dallo stato dei dischi. Con la fascia Express si lavora in 24-72 ore; la stima precisa è nel preventivo.