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Smartphone Android e root, cosa è bene sapere

10 Agosto 2016

Il rooting di un tablet o di uno smartphone Android è un’opportunità che viene presa in considerazione da un numero sempre più elevato di utenti, molti dei quali interessati a sostituire il software in versione originale con una versione personalizzata, che quasi sempre è più aggiornata o che comunque garantisce altri vantaggi. Il root, infatti, ha il pregio di assicurare l’accesso a parti del sistema in cui di norma non si potrebbe entrare e, di conseguenza, permette di usare funzioni che di norma non potrebbero essere usate. Si può ricorrere al root, per esempio, per modificare in tanti modi differenti il sistema operativo, oppure per cambiare dei parametri di riferimento, ma anche per installare delle applicazioni speciali o addirittura un sistema operativo nuovo, diverso da quello originale.

Vale la pena di precisare che tali pratiche non devono essere ritenute illecite e, in effetti, non lo sono, sempre a patto che vengano eseguite su software di cui si possiede la licenza o su software open source. Ciò non toglie che si potrebbero verificare dei problemi sul piano della garanzia legale e della sua validità. Infatti, i produttori nella maggior parte dei casi non mettono a disposizione i permessi di root, con i quali si potrebbe modificare la ROM, per prevenire eventuali problemi tecnici che potrebbero essere causati da utenti non esperti: una eventuale riparazione in garanzia – come è facile immaginare – presupporrebbe dei costi abbastanza notevoli per i produttori e per i venditori degli smartphone.

Root: cosa succede se lo smartphone smette di funzionare?

Non può che essere lecito, in ogni caso, domandarsi che conseguenze potrebbero verificarsi nel momento in cui un device modificato non dovesse più funzionare: in questo caso si potrebbe fare affidamento sulla garanzia prevista al momento dell’acquisto? Va detto, in primo luogo, che se nell’uso del dispositivo si rilevano dei problemi dopo avere installato una ROM modificata c’è bisogno di eseguire il ripristino del dispositivo stesso e, di conseguenza, di tornare alla versione del firmware originale. Così, infatti, almeno in teoria il servizio di assistenza dovrebbe essere costretto ad accettare senza problemi la riparazione in garanzia.

Con i prodotti Samsung in cui è presente il contatore Knox Warranty Void, comunque, la preventiva installazione di una ROM modificata può essere comunque verificata: il contatore, infatti, viene alterato quando sono modificati degli specifici componenti software. In sintesi, se si compra uno smartphone che ha un difetto preesistente, in garanzia deve essere ripristinato anche se è dotato di una ROM non ufficiale, in quanto si ha a che fare con un difetto di conformità già presente all’atto di consegna del prodotto. Attenzione, però, perché un venditore potrebbe essere in grado di dimostrare che il difetto è riconducibile all’installazione del software non conforme.

Smartphone Android e root, cosa è bene sapere ultima modifica: 2016-08-10T13:42:49+02:00 da Staff


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