Come sostituire l’hard disk del proprio computer con un SSD

24 ottobre 2017
Come sostituire l’hard disk del proprio computer con un SSD

A partire dalla loro immissione sul mercato, pochi anni fa, i dischi SSD (dischi a stato solido) hanno conquistato fette di mercato sempre più grandi, fino ad arrivare allo stato odierno in cui è difficile trovare un PC di nuova concezione che non ne abbia uno installato al suo interno.

Il motivo di tanto successo è presto detto: gli SSD sono riusciti a eliminare, almeno in parte, il principale collo di bottiglia nel flusso dei dati di un computer, cioè il disco rigido tradizionale. Contrariamente a questi ultimi, le unità SSD non dispongono di piatti rotanti e testine di lettura, ma sono basati sulla stessa tecnologia delle memorie USB, e velocità è la parola chiave: mentre i normali dischi si attestano su un trasferimento dati medio (su connessione Sata 3) di circa 100MB/s, gli SSD arrivano senza grossi problemi a 300 MB/s, con punte di 500 MB/s. Altri vantaggi sono la silenziosità, il minor consumo energetico e la minore dissipazione di calore, questi ultimi elementi importanti nel caso di laptop e ultrabook.

Non è tutto rose e fiori, naturalmente, anche i dischi a stato solido hanno i loro svantaggi: costano più di quelli tradizionali (a parità di gigabyte) e, al momento, sembra abbiano un tempo di conservazione dei dati inferiore.

Backup dati o clonazione del disco

Nell’apprestarsi a sostituire il disco rigido del PC, la prima cosa da fare è decidere come migrare i dati dal vecchio al nuovo supporto. Le possibilità sono due: salvarli da qualche parte (una pendrive USB, un hard disk esterno, dei DVD), sostituire il disco, installare il sistema operativo e ripristinare i dati, oppure clonare in toto il disco che si andrà a sostituire sulla nuova unità SSD. In questo caso, a sostituzione avvenuta ritroveremo il computer nello stesso stato in cui era prima dell’operazione, con sistema operativo, programmi e dati già al loro posto. Mentre il backup dei propri dati su un dispositivo è un’operazione intuitiva, è sufficiente inserire il supporto e copiarci sopra i file, lo stesso non può dirsi della clonazione. La prima cosa da fare è collegare il nuovo disco SSD al computer: nel caso di un desktop la cosa non crea problemi, in caso, invece, di un portatile o di un All-in-One è necessario dotarsi di un dock o cavo-adattatore Sata-USB che consenta di collegare la nuova periferica come se fosse un hard disk esterno.

A questo punto dobbiamo rivolgerci a un software che effettui la “clonazione” del vecchio disco sul nuovo (ovviamente, il disco di destinazione deve essere necessariamente di capacità maggiore rispetto alla quantità di dati presenti sul disco sorgente). Un’ottima soluzione per sistemi Microsoft è DriveImage XML (www.runtime.org/driveimage-xml.htm) che, oltre ad essere gratuito, consente la copia da disco a disco senza riavviare il computer; per Mac, invece, Carbon Copy Cloner (bombich.com) è sicuramente la scelta più indicata.

 

Aggiunta di un secondo disco

Invece di sostituire il disco principale del computer, può essere una buona idea affiancargli l’unità SSD, su cui poi installare il sistema operativo e tenere i file di più comune utilizzo, demandano al vecchio disco la funzione di archivio o backup. Ancora una volta, questa operazione non crea problemi sui computer desktop, che dispongono di almeno quattro slot in cui montare dischi rigidi e lettori ottici, ma è possibile effettuarla anche su notebook e desktop All-in-One tipo l’iMac, a patto di sacrificare il lettore CD/DVD.

Esistono in commercio degli adattatori, si chiamano optibay oppure HDD frame, con la forma del lettore CD/DVD e capaci di ospitare al loro interno un disco SSD. In questo caso è bene creare prima una pendrive di installazione del sistema operativo, visto che poi non si disporrà più del lettore CD/DVD: basta una chiavetta USB da 8GB, il DVD o l’immagine disco dell’installer del sistema e il software adatto; su Windows ci si può rivolgere a Rufus (rufus.akeo.ie) mentre su Mac è disponibile, allo stesso scopo, DiskMaker X (diskmakerx.com).

 

Smontaggio e rimontaggio

Per le operazioni di sostituzione fisica del disco è bene rifarsi al manuale di uso e manutenzione del proprio computer, specie se si tratta di un portatile. Accorgimenti comuni sono, comunque, scollegare i cavi di alimentazione ed eventuali batterie, rimuovere con delicatezza le viti dello chassis e quelle che fermano il disco da sostituire, quindi scollegare il cavo Sata; una volta alloggiata la nuova unità, ripetere le medesime operazioni in ordine inverso. Questa operazione potrebbe danneggiare il computer o invalidarne la garanzia quindi, se non si è sicuri di ciò che si fa, è meglio rivolgersi a personale qualificato.

 

Installazione del sistema operativo

Se prima della sostituzione del disco si è provveduto a clonarne il contenuto sul supporto SSD, le operazioni sono da ritenersi concluse. Se tutto è stato fatto correttamente, basterà avviare il computer per ritrovarlo nello stato in cui lo si era lasciato, ma con tutti i benefici derivanti dalla velocità del nuovo disco. Se, viceversa, si è optato per il backup dei dati e una installazione ex-novo, o per montare un secondo disco, a questo punto è necessario installare il sistema operativo. Si deve dunque procedere avviando il computer dal DVD o dalla pendrive di installazione del sistema e scegliendo come disco, se ce ne sono più di uno disponibili, quello appena montato. Al termine dell’installazione si può provvedere a ripristinare sul computer i dati di cui era stato precedentemente effettuato il backup.

Come sostituire l’hard disk del proprio computer con un SSD ultima modifica: 2017-10-24T09:00:33+00:00 da Recovery Admin


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