SanDisk Connect Wireless Stick: la chiavetta Wi-Fi del 2015

La SanDisk Connect Wireless Stick è una chiavetta USB con il Wi-Fi integrato, presentata da SanDisk nel 2015. Oltre che dalla porta...
Chiavetta USB wireless con spia blu accesa accanto al portatile

La SanDisk Connect Wireless Stick è una chiavetta USB con il Wi-Fi integrato, presentata da SanDisk nel 2015. Oltre che dalla porta USB, i file si leggevano anche senza fili, dal telefono o dal computer, tramite la rete wireless creata dalla chiavetta stessa. Questo articolo racconta com’era il prodotto in quegli anni e cosa fare oggi se una chiavetta di questo tipo non mostra più i file.

Com’era la SanDisk Connect Wireless Stick

Vista da fuori sembrava una normale pen drive. Dentro aveva una piccola batteria e un modulo Wi-Fi. Per usarla senza fili bastava:

  1. accendere la chiavetta con il tasto di accensione;
  2. collegare il telefono o il portatile alla rete Wi-Fi della chiavetta;
  3. aprire l’app Connect Drive di SanDisk per sfogliare, copiare o riprodurre i file.

Nel 2015 SanDisk dichiarava un’autonomia di circa 4 ore e mezza di streaming video. Attaccata a un alimentatore USB, come quello di un telefono, la chiavetta restava accesa più a lungo. Era venduta in tagli da 16 GB fino a 128 GB.

L’idea piaceva a chi viaggiava: un unico oggetto in tasca per guardare video o passare documenti dal telefono al portatile, senza cavi e senza connessione a Internet.

Perché oggi se ne parla poco

Le chiavette Wi-Fi sono rimaste un prodotto di nicchia. I telefoni hanno più memoria, il cloud ha reso più semplice spostare i file e molti dischi esterni offrono funzioni simili. La Connect Wireless Stick del 2015 non si trova più nei negozi, ma molte persone ne hanno ancora una in un cassetto, spesso con foto e documenti dentro.

La batteria interna è il suo punto debole. Dopo anni di inutilizzo una batteria al litio si scarica del tutto e può non ricaricarsi più. In quel caso la parte Wi-Fi smette di funzionare, ma la memoria resta leggibile dalla porta USB.

La chiavetta non mostra più i file: cosa fare

Prima di pensare a un guasto della memoria, prova la strada più semplice.

  • Collegala alla porta USB di un computer. Così la chiavetta funziona come una pen drive normale e non dipende né dalla batteria né dall’app.
  • Se il computer la vede e i file ci sono, copiali subito su un altro disco. Poi, se vuoi, torna a usare il Wi-Fi.
  • Se il computer la vede ma chiede di formattarla, non formattarla: la formattazione cancella la tabella dei file e complica il recupero.
  • Se non la vede affatto, prova un’altra porta e un altro computer, poi fermati. Collegarla e scollegarla molte volte non aiuta.

Evita anche i programmi che promettono di “riparare” la chiavetta. Quando il problema è il controller o la memoria flash, questi programmi scrivono sulla chiavetta e possono rendere il recupero più difficile.

Quando serve il laboratorio

Una chiavetta che non viene più riconosciuta di solito ha un guasto al controller, cioè il chip che gestisce la memoria, oppure alla memoria flash. In laboratorio leggiamo i chip di memoria e ricostruiamo i file. È lo stesso lavoro che facciamo sulle normali pen drive: trovi tecniche, tempi e costi nella pagina del recupero dati da pen drive.

La diagnosi è gratuita e ricevi il preventivo entro 4 ore dall’arrivo della chiavetta in laboratorio. Per le chiavette fino a 32 GB il servizio standard costa da 150 a 500 € + IVA; oltre i 32 GB il prezzo si stabilisce dopo la diagnosi. Se non recuperiamo i dati, non paghi.

Se vuoi capire meglio come si guastano queste memorie, leggi la guida sulla chiavetta USB rotta. Del 2015 è anche un’altra chiavetta SanDisk pensata per il telefono, la SanDisk iXpand.