Recupero dati hard disk Toshiba senza etichetta: il caso John Doe

Un Toshiba da 2,5 pollici restituito senza etichetta e aperto fuori dalla camera bianca: come lo abbiamo identificato e abbiamo recuperato tutti i dati.
Hard disk sporco e rovinato portato al banco su un vassoio d'acciaio

Il recupero dati hard disk Toshiba senza etichetta è più lento e difficile, ma si può fare: marca, modello e ricambi giusti si ricavano dal disco stesso. In questo caso un cliente ci ha portato un 2,5 pollici restituito da un altro laboratorio senza etichetta e aperto fuori dalla camera bianca. Lo abbiamo chiamato John Doe, come negli Stati Uniti si chiamano le persone senza nome. Abbiamo identificato il modello, trovato un donatore gemello e recuperato tutti i dati.

Il caso: un disco restituito senza etichetta

Il cliente si era rivolto prima a un altro centro di recupero. Non aveva accettato il loro preventivo, molto alto, e si era fatto restituire il disco. Al momento non ci aveva fatto caso: il disco era tornato senza etichetta. Se n’è accorto solo nel nostro ufficio, quando gli abbiamo spiegato cosa significava.

Perché l’etichetta conta tanto su un Toshiba da 2,5 pollici

Sull’etichetta di un hard disk ci sono marca e modello, e ci sono anche i codici che descrivono l’hardware interno del disco. Quei codici dicono quale gruppo testine serve per sostituire quello danneggiato. Un gruppo testine preso da un disco simile ma non compatibile non legge, e può anche rovinare i piatti.

Senza etichetta il recupero non è precluso. Diventa più lento, perché quelle informazioni vanno ricavate dal disco stesso.

Come abbiamo riconosciuto il disco

Il nostro John Doe aveva alcuni dettagli che ci hanno guidato:

  • Il coperchio. Aveva impresso un motivo a cerchi concentrici incompleti. Tra i dischi da 2,5 pollici lo usa solo Toshiba.
  • L’altezza. Lo spessore ci ha fatto pensare a un modello da 1 TB.
  • La scheda elettronica. Su dischi di quell’altezza quella scheda c’è solo sui modelli da 1 TB: era la conferma.

superfrice magnetica sporcaPer trovare i ricambi giusti mancavano le ultime informazioni, e quelle stavano dentro. Abbiamo aperto il disco in camera bianca e abbiamo fatto un’altra scoperta: chi lo aveva aperto prima di noi non l’aveva fatto in camera bianca. Le superfici dei piatti erano contaminate, come si vede nella foto.

preamplificatoreDentro il disco abbiamo trovato le ultime informazioni utili: il numero stampato sul magnete e una parte del codice QR sul preamplificatore del gruppo testine. Mettendo insieme tutti gli indizi abbiamo trovato nel nostro archivio un disco gemello da usare come donatore.

L’intervento e il risultato

Per fortuna l’apertura in un ambiente non pulito non aveva compromesso il recupero. Abbiamo pulito le superfici dei piatti e letto i dati con il gruppo testine del donatore gemello. Il cliente ha riavuto tutti i suoi dati, a un prezzo onesto.

Cosa imparare da questo caso

Un disco aperto fuori dalla camera bianca rischia di perdere i dati: la polvere sui piatti può rovinare le testine e le superfici. Ne parliamo nell’articolo sull’hard disk aperto da personale non qualificato.

Quando scegli un laboratorio:

  • leggi le recensioni di chi ci è già passato;
  • chiedi che il disco ti torni con etichette e pezzi originali, se non accetti il preventivo;
  • non farti prendere dal panico e non affidarti al primo che trovi.

Da noi la diagnosi è gratuita, tranne quando il disco è già stato aperto o lavorato da altri, e il preventivo arriva entro 4 ore dalla consegna. Trovi come lavoriamo nella pagina sul recupero dati da hard disk danneggiati.