Falsi miti sugli smartphone: 10 convinzioni da sfatare

Tra i falsi miti sugli smartphone ce ne sono alcuni che fanno solo perdere tempo, come chiudere le app per risparmiare batteria....
Smartphone in carica sul comodino durante la notte

Tra i falsi miti sugli smartphone ce ne sono alcuni che fanno solo perdere tempo, come chiudere le app per risparmiare batteria. Altri fanno danni veri: mettere il telefono bagnato nel riso o fidarsi di un’app che “recupera tutte le foto cancellate”. Qui trovi dieci convinzioni diffuse, con la risposta corretta e il perché. Valgono per iPhone e Android, salvo dove indicato.

1. “Chiudere le app aperte fa risparmiare batteria”

Falso. Le app in background sono quasi tutte sospese e non consumano. Quando le chiudi e le riapri, il telefono deve caricarle da zero e spende più energia. Apple e Google lo dicono da anni. Chiudi un’app solo se è bloccata o si comporta in modo strano.

2. “La prima carica deve durare 12 ore”

Falso. Era vero per le vecchie batterie al nichel. Le batterie agli ioni di litio dei telefoni non hanno “memoria” e non vanno né scaricate a zero né caricate per ore la prima volta. Anzi, scaricarle spesso del tutto le stressa. Le abitudini che danneggiano davvero la batteria sono nell’articolo sugli errori di ricarica dello smartphone.

3. “Il caricatore deve essere per forza quello originale”

Falso, con un’avvertenza. Un caricatore di buona marca che rispetta gli standard (USB Power Delivery, certificazione MFi per i cavi Lightning) va benissimo. Il rischio vero sono i caricatori da pochi euro senza marchio: possono scaldarsi, dare tensioni instabili e, nei casi peggiori, danneggiare la scheda del telefono.

4. “La ricarica rapida rovina la batteria”

In gran parte falso. Telefono e caricatore si accordano sulla potenza, e la ricarica veloce lavora solo nella prima parte, poi rallenta. Scalda un po’ di più, quindi è meglio non usarla sotto il cuscino o al sole. Nell’uso normale l’effetto sulla durata della batteria è piccolo.

5. “Il telefono bagnato si salva con il riso”

Falso, e pericoloso. Il riso non assorbe l’umidità dentro il telefono e lascia polvere e amido nei connettori. Intanto la corrosione avanza sulla scheda. Anche Apple sconsiglia il riso. La cosa giusta è spegnere il telefono, non caricarlo e farlo asciugare all’aria con il connettore verso il basso. Se è un iPhone che non si accende più, leggi la guida all’iPhone caduto in acqua.

6. “Più megapixel, foto migliori”

Falso. La qualità dipende soprattutto dalla grandezza del sensore, dall’obiettivo e dall’elaborazione del software. Molti telefoni con sensori da 48 o 200 megapixel uniscono i pixel a gruppi e salvano foto da 12 megapixel, perché così catturano più luce. Un telefono con meno megapixel ma un sensore grande spesso scatta meglio di notte.

7. “L’iPhone non prende virus”

Falso in parte. I malware veri sull’iPhone sono rari, perché le app arrivano solo dall’App Store e sono isolate tra loro. Ma il telefono non ti protegge dal phishing, dai profili di configurazione installati con l’inganno o dal furto della password dell’ID Apple. I segnali di un attacco li trovi in come capire se lo smartphone è stato hackerato.

8. “La navigazione in incognito ti rende anonimo”

Falso. La modalità in incognito non salva la cronologia sul telefono. Il tuo operatore, la rete Wi-Fi che usi e i siti che visiti vedono comunque la tua attività. Serve a non lasciare tracce sul dispositivo, non a nasconderti su internet.

9. “Più RAM significa sempre un telefono più veloce”

Non sempre. La RAM serve a tenere aperte più app senza ricaricarle. Oltre una certa quantità il vantaggio nell’uso quotidiano diventa piccolo. Contano di più il processore, la memoria di archiviazione veloce e quanto a lungo il produttore aggiorna il telefono.

10. “Le foto cancellate si recuperano sempre con un’app”

Falso. Sui telefoni recenti la memoria interna è cifrata e lo spazio dei file cancellati viene liberato in fretta. Le foto si recuperano dal cestino della galleria entro 30 giorni, oppure da un backup. Le app che promettono di più, nella migliore delle ipotesi, trovano qualche miniatura. Le strade che funzionano davvero sono nella guida alle foto eliminate dal cellulare.

C’è un’eccezione importante: se il telefono non si accende, le foto non sono cancellate ma ancora nella memoria. Su un iPhone che non si accende il nostro laboratorio ripara la scheda logica con la microsaldatura, o trasferisce processore e memoria su una scheda funzionante, e recupera foto, video e documenti. Trovi tutto nella pagina sul recupero dati da iPhone che non si accende.

Un mito in più: “tanto c’è il cloud”

Molti pensano che le foto siano al sicuro “nel cloud” senza aver mai controllato. Il backup si ferma quando lo spazio è pieno, e la sincronizzazione cancella ovunque ciò che cancelli dal telefono. Apri le impostazioni di Google Foto o di Foto di iCloud e controlla la data dell’ultimo caricamento. Ci vuole un minuto.